Viviane Sassen

Profilo Viviane Sassen: Messa in scena dei sogni

© Viviane Sassen

"Il concetto di figura umana per me, in sostanza, è nero, non è bianco."
- Viviane Sassen


─── Edward Clay, 19 marzo 2020

Nonostante sia nata da genitori olandesi bianchi nei Paesi Bassi, questa idea di identità è al centro del suo lavoro, in cui celebra l'oscurità. Viviane Sassen ha sviluppato un linguaggio fotografico unico negli ultimi 17 anni, trovando forza nella fotografia dopo un momento difficile e cruciale nella prima età adulta.

Sorella, da Flamboya 2004-2008 Viviane Sassen
Sorella, da Flamboya 2004-2008

A 22 anni, mentre studiava moda e lavorava part time come modello, il padre di Sassen si suicida tragicamente. Anticipando la moderna cultura dei selfie, Sassen si è fotografata con il corpo di suo padre, come un modo per comprendere la mortalità e per aiutarla con il suo processo di lutto. Dopo questo, ha smesso di fare la modella, affermando di sentirsi una "Cipolla che aveva strappato via tutti questi strati."

Kathleen 2004, da Flamboya
Ivy 2010, da Parasomnia Viviane Sassen
Ivy 2010, di Parasomnia


Da allora in poi si è dedicata alla fotografia, ispirandosi alla candida impavidità di Nan Goldin e Noboyushi Araki. Volendo allontanarsi dal mondo patinato e familiare della fotografia di moda a cui era abituata, si è recata in Kenya per rivisitare scene della sua infanzia, nella speranza di essere ispirata.

Tri, dalla serie Larvae, 2014
Velo Giallo, dalla serie Umbra, 2014


Fino a quel momento aveva girato contenuti prevedibili per riviste di cultura giovanile, ma quando è tornata nel villaggio in Kenya dove aveva trascorso anni da bambina, le si è rivelato un nuovo modo di sparare. Si chiese
"Beh, ho tutti questi sogni vividi di notte, mi sveglio con le immagini nella mia testa, perché non metterle in scena?"

Ra, From Mud and Lotus 2017 Viviane Sassen
Ra, From Mud and Lotus 2017
Via col vento, 2008 Viviane Sassen
Via col vento, 2008


Questa è stata la nascita della sua voce eccentrica, una pratica che offusca i confini tra moda e belle arti, un'opera che è allo stesso tempo surreale, scultorea e astratta. Il suo approccio audace rende immagini complesse e disarmanti, un'interazione tra la tattilità degli oggetti e i confini visivi della fotografia.

Forma, colore e luce sono i suoi strumenti, ma al centro del suo lavoro c'è un bisogno dinamico di sperimentazione.

Anansi, 2007 di Flamboya Viviane Sassen
Anansi, 2007 da Flamboya


Il prolifico Sassen ha creato una ricchezza sia di moda che di lavoro personale, e spesso è difficile distinguere l'uno dall'altro. Chiaramente lavora in modo intuitivo, organizzando ricordi e sogni come un arazzo. I corpi intrecciati delle sue foto si muovono come ballerini contemporanei, senza sforzo, come senza una direzione.

“A volte, quando mi sveglio la mattina dopo sogni molto vividi o se ho un'idea improvvisamente, faccio uno schizzo. Le mie fotografie a volte sono immagini quasi letterali di questi schizzi. " - Viviane Sassen

Latte 2006, di Flamboya Viviane Sassen
Latte 2006, da Flamboya
Grace Bol SS17 Viviane Sassen
Grace Bol SS17
Nadir, da Parasomnia 2007 Viviane Sassen
Nadir, da Parasomnia 2007


Oggi, Sassen è senza dubbio uno dei talenti più apprezzati della fotografia moderna. Il suo lavoro gioca con gli elementi formali del cubismo e del minimalismo ma conserva un tocco contemporaneo. Nelle sue fotografie riesce a liberare i suoi soggetti dai vincoli della gravità, consentendo allo spettatore di guardare nella sua psiche colorata, un parco giochi di forma e carne.


Tutte le immagini © Viviane Sassen