"Il colore è gioia. Non si pensa alla gioia. Si è trasportati da essa." — Ernst Haas
Vivido ed espressivo, colore ha trasformato la fotografia, plasmando il modo in cui percepiamo il mondo e il modo in cui il mondo vede se stesso. Per celebrare coloro che ne hanno ridefinito le possibilità, abbiamo selezionato una lista di venti fotografi, passati e presenti, il cui magistrale uso del colore ha ampliato i confini della fotografia e cambiato il modo in cui fruiamo le immagini.
1. Franco Fontana
Fotografo italiano FrancoFontana (n. 1933) fu tra i primi a trattare il colore come pura astrazione. A partire dagli anni '1960, ridusse i paesaggi a composizioni minimaliste di campiture sature e forme geometriche, trasformando il mondo naturale in qualcosa di più vicino alla pittura che alla fotografia. Le sue tonalità audaci e il suo raffinato senso della struttura lo resero un pioniere del minimalismo cromatico, influenzando sia le belle arti che la fotografia commerciale. L'opera di Fontana dimostrò che il colore stesso, privato di ogni elemento narrativo, poteva avere un potere emotivo e formale, consacrandolo come figura fondamentale nell'evoluzione del linguaggio fotografico.
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2. Saul Leiter
Considerato uno dei più importanti professionisti del dopoguerra, Saul Leiter (1923–2013) è stato uno dei primi pionieri della fotografia a colori, noto soprattutto per le accattivanti immagini cromatiche che catturava nelle strade intorno alla sua casa di Manhattan negli anni '1950, '60 e '70. Il percorso creativo di Leiter iniziò con la pittura, una passione che durò tutta la vita e che plasmò profondamente la sua visione fotografica; il suo occhio da pittore per il tono, la composizione e la sobrietà sostenevano il suo uso sottile e poetico del colore. Oggi, la sua opera rimane una pietra miliare della fotografia a colori, e il suo silenzioso lirismo continua a influenzare generazioni di creatori di immagini.
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3.Helen Levitt
Nota soprattutto per le sue poetiche raffigurazioni della vita di strada di New York, Helen Levitt (1913–2009) è stata anche una delle prime fotografe a esplorare le possibilità artistiche del colore. Tra la fine degli anni '1950 e l'inizio degli anni '1960, iniziò a utilizzare la pellicola Kodachrome per documentare i murales, i bambini e i ritmi quotidiani della città, creando vivaci ritratti della vita urbana in netto contrasto con lo stile monocromatico prevalente all'epoca.
L'occhio intuitivo di Levitt e la sua sensibilità al gesto conferirono al suo lavoro a colori un lirismo pacato, trasformando momenti quotidiani in poesia visiva. Sebbene gran parte di queste opere sia rimasta nascosta per decenni, la riscoperta delle sue fotografie a colori la rivela come una vera pioniera, che intuì il potenziale espressivo del colore nella pratica documentaristica.
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4. Fred Herzog
Fotografo nato in Germania e residente a Vancouver Fred Herzog (1930–2019) è stato un pioniere del colore street photography Molto prima che il mezzo fotografico venisse accettato a livello artistico. A partire dagli anni '1950, ha documentato le strade, la segnaletica e i quartieri operai di Vancouver utilizzando la pellicola Kodachrome, producendo immagini ricche di toni e autenticità.
Le fotografie di Herzog catturavano una città in transizione, le sue luci al neon, le vetrine dei negozi e le persone, rese con una vivacità e un calore sorprendenti. Sebbene poco riconosciuto durante la sua vita, la sua riscoperta negli anni 2000 ha rivelato un corpus di opere che anticipava i movimenti cromatici degli anni '1970, guadagnandogli il giusto posto tra i grandi innovatori del medium.
5. Raghubir Singh
fotografo indiano Raghubir Singh (1942–1999) fu uno dei primi a sostenere il colore come linguaggio naturale della vita indiana. Operando dalla fine degli anni '1960 in poi, catturò le strade, i templi e i paesaggi del Paese con una magistrale padronanza di tonalità, luce e ritmo. Rifiutando il predominio del documentario occidentale in bianco e nero, Singh sosteneva che "il colore è l'anima dell'India". Le sue composizioni stratificate e dinamiche combinavano la sensibilità della pittura in miniatura con l'immediatezza della vita moderna. Attraverso la sua visione vibrante e profondamente radicata, Singh non solo ridefinì la fotografia indiana, ma ampliò anche la comprensione globale del potere espressivo del colore.
6. Rinko Kawauchi
fotografo giapponese Rinko Kawauchi (nata nel 1972) è celebrata per il suo approccio etereo e poetico al colore. Emerse nei primi anni 2000 con opere come Illuminamento e Aila, ha trasformato la quotidianità in qualcosa di silenziosamente trascendente.
Attingendo alla sua esperienza nel design e all'estetica del minimalismo giapponese, Kawauchi utilizza luci tenui e naturali e toni pastello per rivelare la bellezza di attimi fugaci e ordinari. La luce del sole attraverso le tende. Bolle di sapone. Un uccello in volo. La sua tavolozza delicata e le sue composizioni meditative hanno stabilito un nuovo linguaggio visivo nella fotografia contemporanea, definito da intimità, quiete e meraviglia.
7. Harry Gruyaert
Il fotografo belga Harry Gruyaert (nato nel 1941), membro di lunga data di Magnum Photos, è celebrato per il suo approccio audace e cinematografico al colore. Emerso negli anni '1970, quando il bianco e nero dominava ancora la fotografia documentaria, usò il colore non come ornamento ma come struttura, un mezzo per dare forma all'emozione, alla tensione e al ritmo all'interno dell'inquadratura.
Influenzato dalle tonalità sature del cinema europeo, il lavoro di Gruyaert ha trasformato il quotidiano in qualcosa di luminoso e strano. Le sue fotografie, spesso realizzate in Marocco, India e il suo Belgio natale, combinano rossi intensi, blu e ombre per trasmettere atmosfera piuttosto che narrazione. Attraverso il suo uso intuitivo di luci e tonalità, Gruyaert ha contribuito a ridefinire il potenziale espressivo del colore all'interno della tradizione della fotografia di strada e documentaria.
8. Viviane Sassen
fotografo olandese Vivian Sassen (nata nel 1972) è diventata una delle coloriste più rappresentative della fotografia contemporanea. Le sue composizioni vivide e scultoree fondono elementi di astrazione, surrealismo e moda, trasformando il corpo umano in un gioco di geometrie e ombre. Traendo ispirazione dai suoi primi anni in Africa, il lavoro di Sassen, visibile in serie come Flamboya e Parasonnia, Utilizza contrasti audaci e tonalità sature per esplorare i concetti di identità, bellezza e sguardo. Il suo approccio distintivo, che fonde arte ed estetica editoriale, ha ridefinito il modo in cui il colore opera nella cultura visiva contemporanea, trasformandolo sia in soggetto che in simbolo.
9. William Eggleston
Ampiamente considerato il padre della fotografia a colori, William Eggleston (nato nel 1939) rivoluzionò il medium negli anni '1970 affermando che tutto meritava di essere fotografato. La sua mostra del 1976 al MoMA (la prima del museo interamente dedicata al colore) segnò una svolta, legittimando la fotografia a colori come arte. Rifiutando sia il romanticismo del paesaggio tradizionale sia la crudezza del documentario in bianco e nero, Eggleston rivolse il suo obiettivo ai dettagli banali dell'ambiente circostante nel Sud degli Stati Uniti, e la sua padronanza del colore, della luce e della composizione trasformò l'apparentemente ordinario in qualcosa di silenziosamente straordinario, cambiando per sempre il linguaggio visivo della fotografia.
10.Steve McCurry
Forse la figura vivente più influente nella fotografia contemporanea, Steve McCurry (nato nel 1950) ha definito il linguaggio visivo del fotogiornalismo moderno. Raggiungendo la notorietà con il suo National Geographic copertina, Ragazza afgana, il lavoro di McCurry fonde reportage e arte attraverso toni ricchi e luminosi che esaltano l'emozione e l'atmosfera. Le sue immagini – che abbracciano zone di conflitto, rituali spirituali e momenti di silenziosa resilienza – evocano intimità e universalità. Sebbene a volte criticato per il suo romanticismo, la sua padronanza del colore come strumento narrativo rimane ineguagliabile, dimostrando come il colore possa trascendere la documentazione, trasformando l'immagine fotogiornalistica in qualcosa di immediato e senza tempo.
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11. Ernest Haas
di origine austriaca Ernst Haas (1921–1986) è stato uno dei primi fotografi a esplorare il colore come linguaggio creativo a sé stante. Entrato a far parte della Magnum nel 1949, si spinse oltre il reportage per creare immagini liriche e astratte che sfumavano i confini tra fotografia e pittura. Utilizzando la pellicola Kodachrome con notevole precisione tecnica e artistica, Haas catturò movimento, luce e atmosfera in composizioni vibranti che sembravano più vicine alla musica che alla documentazione. Il suo lavoro del 1953 Vita Il saggio "Images of a Magic City" fu uno dei primi grandi articoli a colori pubblicati sulla rivista e introdusse il pubblico a un nuovo ed espressivo vocabolario visivo. Il lavoro pionieristico di Haas contribuì ad affermare la fotografia a colori come forma d'arte decenni prima che ottenesse il riconoscimento istituzionale.
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12. Martin Parr
Rinomato per il suo ironico commento sociale e per il suo stile visivo audace, il fotografo britannico Martin Parr (1952–2025) ha utilizzato il colore per esporre le assurdità della vita moderna. Emerse negli anni '1980 con la sua fondamentale serie L'ultimo resort, i colori sgargianti e l'esagerazione dei flash di Parr trasformarono scene di svago e consumismo britannici in una vivida satira sociale.
Il suo approccio ha messo in discussione i canoni consolidati di gusto e bellezza in fotografia, dimostrando che il colore può essere ironico, critico e complesso. Fondendo umorismo e intuizioni documentaristiche, Parr ha contribuito a ridefinire il ruolo del colore nel reportage contemporaneo, influenzando una generazione di fotografi che hanno seguito il suo esempio sfacciatamente vivido.
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13. Joel Meyerowitz
Figura centrale nella legittimazione della fotografia a colori, Joel Meyerowitz (nato nel 1938) iniziò la sua carriera per le strade di New York nei primi anni '1960, ispirato da Robert Frank e Henri Cartier-Bresson. In un'epoca in cui il colore era considerato commerciale, sfidò le convenzioni e le abbracciò con tutto il cuore, catturando la luce mutevole e l'energia della città in toni luminosi. In seguito, con progetti come Luce del Capo, ha portato la sensibilità di un pittore alla fotografia a colori di grande formato, trasformando scene quotidiane in meditazioni sull'atmosfera e sulla percezione. L'impegno pionieristico di Meyerowitz nei confronti del colore ha contribuito a elevare lo status artistico di questo medium, influenzando le generazioni di fotografi che lo hanno seguito.
14. Guy Bourdin
Fotografo francese Guy Bourdin (1928–1991) trasformò la fotografia di moda in una forma d'arte d'avanguardia. A partire dagli anni '1950, utilizzò colori audaci e saturi e una messa in scena cinematografica per creare immagini tanto provocatorie quanto visivamente accattivanti.
Lavorando principalmente per Vogue Parigi e marchi come Charles Jourdan, Bourdin ha infuso nell'immaginario commerciale surrealismo, sensualità e mistero. Il suo uso del colore era psicologico, uno strumento di tensione e seduzione piuttosto che di mera estetica. Spingendo i confini della moda e dell'arte, Bourdin ha ridefinito il vocabolario visivo della pubblicità e rimane uno dei coloristi più influenti nella storia della fotografia.
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15. Stephen Shore
Una figura di spicco del movimento New Color degli anni '1970, Stefano Shore (nato nel 1947) ha contribuito a ridefinire il linguaggio visivo della fotografia attraverso il suo uso preciso e contemplativo del colore. In progetti epocali come American Surfaces e Uncommon Places, ha rivolto la sua macchina fotografica verso i dettagli trascurati della vita quotidiana americana – stanze di motel, parcheggi e incroci – trattandoli con silenziosa riverenza. Utilizzando fotocamere di grande formato e luce naturale, Shore ha raggiunto una chiarezza e un equilibrio straordinari, elevando il banale al livello di arte. La sua insistenza sul fatto che il colore e il luogo comune fossero ugualmente degni di attenzione ha influenzato profondamente generazioni di fotografi che lavoravano all'intersezione tra arte e documentario.
16. Luigi Ghirri
Il fotografo italiano Luigi Ghirri (1943-1992) ha introdotto una sensibilità poetica e concettuale nella fotografia a colori. Emerso negli anni Settanta, ha fotografato paesaggi suburbani, città di mare e insegne sbiadite con delicati colori pastello e luce diffusa, trasformando il familiare in delicate meditazioni sulla visione. Profondamente influenzato dalla filosofia, dall'architettura e dalla storia dell'arte, Ghirri ha esplorato il modo in cui le fotografie plasmano la nostra percezione del mondo. La sua tavolozza sobria e le composizioni delicate hanno conferito al colore una risonanza intellettuale ed emotiva raramente riscontrabile all'epoca. Grazie al suo approccio riflessivo e lirico, è diventato uno dei fotografi europei più influenti della fine del XX secolo.
17.Alex Webb
Fotografo americano alex webb (nato nel 1952) è rinomato per il suo uso complesso e riccamente stratificato del colore e della luce. Magnum Photos membro dal 1979, le opere di Webb, spesso realizzate in America Latina e nei Caraibi, sono caratterizzate da una profonda saturazione, una composizione intricata e un notevole senso di tensione visiva.
Utilizzando il colore non solo come superficie ma come struttura, cattura la bellezza e il caos simultanei della vita in ambienti urbani densamente popolati. Le sue fotografie, raccolte in libri seminali come La sofferenza della luce e Istanbul, rappresentano delle vere e proprie lezioni magistrali su come il colore può essere utilizzato per creare profondità, ritmo ed emozione all'interno di un singolo fotogramma.
18 William Alberto Allard
William Alberto Allard (nato nel 1937) è un fotografo e scrittore americano il cui uso ricco ed emotivo del colore ha contribuito a dare forma National Geographicl'identità visiva di durante il suo periodo d'oro. Entrò a far parte della rivista negli anni '1960 e fu tra i primi ad andare oltre il reportage tradizionale, utilizzando luci e toni per conferire profondità e intimità ai suoi soggetti.
I suoi ritratti combinano l'osservazione documentaria con il calore pittorico, dimostrando che il colore può esprimere carattere e atmosfera con la stessa potenza del bianco e nero. Nel corso di una carriera lunga sei decenni, l'opera di Allard si erge a testimonianza del potenziale narrativo ed emotivo del colore nella fotografia documentaria.
19. Greg Girard
Ex giudice del nostro premio annuale Color Award, fotografo canadese greg girard (nato nel 1955) è famoso per le sue suggestive fotografie a colori che documentano il volto mutevole delle grandi città asiatiche alla fine del XX secolo. Avendo vissuto per lunghi periodi a Tokyo, Hong Konge Shanghai, ha catturato la transizione tra vecchio e nuovo, strade illuminate al neon, architetture invecchiate e momenti di quieta umanità in mezzo alla rapida modernizzazione.
Girard lavora spesso al crepuscolo e di notte e il suo uso ricco e cinematografico del colore conferisce alle sue immagini un senso di mistero e nostalgia. Le sue fotografie rivelano una profonda sensibilità per l'atmosfera e la luce e oggi rappresentano affascinanti pietre miliari di un'epoca cruciale nell'evoluzione urbana e culturale dell'Asia orientale.
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20.Todd Hido
Todd Hido (nato nel 1968) è un fotografo americano i cui suggestivi scenari suburbani e l'uso suggestivo del colore lo hanno reso una delle voci visive più significative della sua generazione. Lavorando principalmente di notte o in condizioni di scarsa illuminazione, trasforma case, strade e interni ordinari in suggestivi studi cinematografici sull'isolamento e la memoria.
Le sue finestre luminose, i vetri appannati e le strade illuminate al sodio evocano una quieta malinconia, con il colore che funge sia da atmosfera che da metafora. In serie come Alla ricerca di una casa e Estratti da Silver MeadowsHido mostra come la luce stessa, filtrata attraverso la pioggia, la distanza e il desiderio, possa raccontare una storia profondamente umana.
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